San Rigore ci salva ancora

Autore: 
mashiro

Il Genoa che a Marzo ha sbancato San Siro è ufficialmente un ricordo.
Probabilmente non lo vedremo in questo mini campionato post lockdown e lo certifica la disastrosa prova di Udine.
La partita di Udine certifica anche platealmente i problemi atletici del Genoa, i friulani han giocato Giovedì a Roma e noi Martedì: atleticamente dovevamo stare meglio, invece i bianconeri ci sovrastano per 90 minuti.
Abbiamo un gran cuore e una discreta fortuna, che nel calcio non è mai casuale. Quando si abbassa il ritmo e si allargano le maglie, giocatori come Pandev, Sanabria e Iago, qualcosa inventano sempre, questo ci ha tenuti in piedi in queste 4 partite, ma non può durare.
Genoa-Udinese comunque, fino al raddoppio di Lasagna è una scialba partita di fine stagione, che dovrebbe finire 0-0 tra gli sbadigli. I friulani ci contengono meglio ma non creano niente di pericoloso, accelerano un pò dopo il time-out di metà primo tempo e trovano un goal fortunoso e sino a lì onestamente immeritato.
E' nel secondo tempo che il dominio friulano si fa imbarazzante: noi crolliamo, loro salgono in cattedra.
Anche se ci si aspettava, onestamente il contrario, visto i tempi di recupero maggiori dei nostri.
Segnano meritatamente il 2-0 con Lasagna ma non la chiudono sciupando diversi contropiedi, chiusi in affanno dalla stoica difesa rossoblù. E dico stoica perché ha fatto meglio che ha potuto, nonostante l'imbarazzante mismatch in termini di reattività.
Dalle mie parti si dice che la troppa confidenza fa perdere la riverenza ed  è proprio quello che succede a De Paul e soci, non fanno il 3-0 e subiscono l'improbabile 2-1 di Goran Pandev all'ottavo centro stagionale, miglior stagione in rossoblù per il 19.
Nonostante il 2-1 e l'abbondanza di punte nel finale genoano, sono gli strappi del centrocampo bianconero a fare male e a creare pericoli negli ultimi 10 minuti, quando dovremmo dare l'ultimo e decisivo assalto. La difesa genoana, come detto, stoicamente contiene le sfuriate bianconere, con i friulani che ci aiutano sbagliando diverse volte l'ultimo passaggio.
Nel finale capitan Biraschi guadagna un insperato e, per quanto visto nella ripresa, immeritato rigore che Pinamonti sbaglia, calciando anche piuttosto male, ma ha il merito di trasformare il tapin e tanto basta.
Guadagnamo un punto sul Lecce, che per la prestazione offerta e per come si era messa la partita è un miracolo.
Brutto Genoa, un passo indietro gigante rispetto ai 50 minuti di strenua resistenza con la Juve di Martedì, siamo lenti, senza idee, senza movimenti. Poco reattivi e più pesanti degli altri.
Fatico a credere che nelle 8 partite che mancano alla fine vedremo dei grossi miglioramenti, sicuramente però ai nostri non si può dire niente sull'impegno: han rimesso in piedi la partita a Brescia e persino oggi pur essendo poco pericolosi nessuno ha rinunciato a rincorrere gli avversari, peccato il mismatch in termine di brillantezza.
I crampi nel finale e l'affanno generalizzato ne sono una prova lampante.
Qualcosa comincia a scricchiolare nella gestione Nicola: le bocciature di Barreca e Pajac azzoppano una fascia in entrambe le fasi: sia Sturaro che Cassata deludono nel ruolo e speriamo nel rapido rientro di Criscito, la cui condizione però sarà più che approssimativa e quindi non è detto che risolva il problema; l'altra è presidiata dal volenteroso Biraschi: difensivamente da meno problemi ma offensivamente è poco pericolosa.
Ghiglione, ha si fornito una pessima prova con la Juve, Sema sicuramente non è il miglior avversario per un giocatore non particolarmente in forma, però coi suoi cross e le sue incursioni almeno offensivamente può dare una mano.
Destro, riproposto dopo l'impalpabile prova di Brescia, anche oggi nei 10 minuti a sua disposizione fa poco più che esultare per il 2-2. Forse più che svuotare il centrocampo, viste le sofferenze, era da dare minuti a Jagiello o a Erikson, visto che sia Sturaro che Lerager sembravano in debito di ossigeno.
Per altro il polacco, quando si è visto, è sembrato un giocatore con un piede discreto e la qualità nella manovora rossoblù oggi è decisamente mancata.
In generale come detto a preoccuparmi di più però ora è l'idea di gioco: il Genoa ha poche idee e confuse, sia con la palla nei piedi, sia senza.
Nicola ha rinunciato al pressing alto incompatibile con il nostro stato di forma, non di meno la squadra resta lunga e spesso il nostro centrocampo è saltato: De Paul non è un cliente facile ma ce lo siamo persi costantemente e l'1-0 lo fa non a caso Fofana su assiste dell'argentino...
Behrami è fuori giri,sempre in ritardo sull'intervento e sempre in affanno, ma sia Lerager che Sturaro non fanno molto per aiutarlo.
Paradossalmente era più in condizione le prime partite a inizio Febbraio, quando veniva da 4 mesi di inattività in autogestione: forse è il caldo, più facilmente i compagni che lo aiutano poco.
Il Genoa di Marzo era una squadra mortifera in ripartenza e con poche idee semplici se si trovava a giocare con la difesa schierata. Di quella squadra restano il molto impegno e poco altro.
Tutti quelli che ci hanno affrontato non ci han concesso di giocare a difesa scoperta, sicuramente perché ci han studiato, altrettanto perché non riusciamo: recuperiamo palla sempre in sofferenza estrema e costruiamo il gioco lentamente, laddove in inverno aggredivamo alti ed eravamo bravissimi nel fermare l'azione avversaria.
Chiedere imbucate a Sturaro, Lergaer e Behrami è un pò troppo; Sanabria e Iago fanno quello che possono in mezzo alle maglie avversarie, ma sono poco pericolosi, oggi erano costantemente in mezzo a 6-7 avversari.
Iago oggi ha calciato in porta 3 volte: una buona punizione dopo 30 secondi, illusoria sulla partita del Genoa; poi una conclusione a inizio ripresa e una volta provando a sorprendere Musso su corner. Sanabria nemmeno quello.
Didi deve cambiare qualcosa, così non va. Al di là di Schone, oggi squalificato, e del punticino guadagnato sul Lecce.
Oggi nella corsa salvezza era una partita decisiva: un quasi scontro diretto, con la possibilità di allungare sul Lecce.
In caso di vittoria saremmo andati a +4 a 8 dalla fine. Anche il +2 tutto sommato ci va bene, ma un conto è arrivarci dopo aver controllato la partita, n'altro dopo il secondo miracolo in 4 partite.
Non ci resta che pregare: San Rigore da VAR aiutaci tu.

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Il problema è sempre lo stesso

Hai in rosa dieci giocatori, dico dieci, in prestito.
Altri con già la valigia in mano.
Questa squadra è figlia dell'ennesima rivoluzione preziosiana.
Soumaro per fare un nome, è arrivato in cerca di un trampolino, ora che l'ha avuto e sta per firmare col Napoli della tua eventuale retrocessione non gli frega un beato cazzo. Idem Romero, Sanabria, Falque, Pinamonti e compagnia.
Nei momenti difficili serve spirito di squadra, identificazione con la maglia, tutta roba che dalle nostre parti non passa.
Con il mercato di gennaio e l'arrivo di Nicola hai rimescolato un po' le carte e trovato qualche partita giusta ma in generale quest'anno, come gli ultimi quattro i cinque è stato un pianto greco.

A Didi puoi dire quel che vuoi, ma qui non ci caverne un ragno dal buco manco Sacchi di trent'anni fa.

Ovviamente la colpa è di

Ovviamente la colpa è di Preziosi: le scelte della scorsa estate sono quasi tutte catastrofiche, Barreca e Pajac per dirne 2.
Ma anche Jagiello, Radu, Zapata, Pinamonti..
Di fatto le 3 scelte estive che non han fatto disastri sono Ghiglione, Cassata e Agudelo.
Poi se escludi la buona stagione di Romero e quella di Kouamé le note positive sono ferme lì.
Schone è fuori classifica perché seppur con un rendimento largamente insufficiente, mi sento di dire che è più colpa del giocatore e degli allenatori che non dell'acquisto in se.
Ma anche lui credo che abbia fatto 2-3 assist in tutto l'anno. E il goal col Milan all'andata, un pelo poco.
Io poi penso che la situazione sia peggiorata per via del COVID: avessimo proseguito con la condizione e il morale di Marzo probabilmente avremmo 3-4 punti in più e insomma la classifica del Doria che domenica scorsa era a pari punti oggi è a più 5 è leggermente diversa.

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