27: Genoa-Parma

Football Missing

Autore: 
Ianna

"Tutti pensano a cambiare l'Umanità ma nessuno pensa a cambiare se stessi",scrisse Tolstoj.
Applicandolo al calcio e al Genoa potremmo coniare un nuovo aforisma:
"Tutti pensano che siamo più forti delle altre pericolanti,ma nessuno pensa che siamo i piu scarsi di tutti"
Ad averlo ideato,non può che essere stato Lui che tra mille antipatie,indicibili maledizioni,ancora una volta ci aveva visto giusto,facendo trapelare sottovoce e sotto banco,la affermazione che "se sospendiamo il campionato ci salviamo,se ce lo fan giocare rischiamo".

Come dargli torto al Conducator stasera,dopo lo scempio calcistico,il KO tecnico visto sul campo durante la nuova versione della Casa Genoa nella Prateria?
Mancava solo in fazzoletto bianco sul ring verde e potevano non andarcene,ma spegnere una gia triste tivvù.
 
Non è che stasera quelli in maglia crociata erano il Real Madrid e quelli a quarti rossoblu la brutta copia del Montevarchi o della Sambenedettese?
 
Ma cominciamo dall'inizio,dimenticando per un attimo il risultato qualunque fosse stato,con una frase che non è stata scritta da Papa Francesco ne da Silvio Brusaferro:
"Il calcio che torna termometro di Vita"!,di Mario Sconcerti uno che ha paragonato Gasperini a Clough!
Una frase che racchiude non una esistenza,non la quinta essenza,ma di cosa da qui alla fine sarà un luogo dove si giocava a calcio al cospetto di un pubblico pagante,il quale ha osteggiato la riapertura,non la ritiene moralmente accettabile,ma che in nome di interessi economici ,di quattro mance da racimolare,recita la parte del Carrozzone di Renato Zero,in quanto gli attori sono costretti a "lavorare",non per sopravvivere come i comuni mortali,ma perchè qualcuno gli ha detto di farlo.
In fondo per queti operai del pallone, è come andare a "lavorare",altro che passione.
 
Spazi vuoti ricoperti di inutili striscioni,gigantografie platoniche,busti in cartone modello Corea del Sud e per chi vuole in divano tasto verde per audio camuffato in realtek.
Un poco come andare da Panarello per ordinare una torta e tornare con una in compensato.
 
In tutto questo poteva non fare la sua bella figura il Genoa post Covid 19?
 
Certo che no ed ecco subito una prestazione sconcertante,ai limiti dell'inverosimile,causata sicuramente da una lunga assenza dal terreno di gioco,da una preparazione fisica a dir poco approsimativa ,in cui il Parma,autentica bestia nera del Genoa,domina in lungo e in largo sotto tutti i punti di vista un Grifone che sembrava uscito non da tre mesi di lockdown ma da otto mesi di carbonara e divano,mattina e sera.
 
Il loro centravanti,un nome un programma,sembra che veda il Genoa come Manolete inforcare i tori nell'arena:
Pareva Van Basten,ma in fondo è un semplice danese,scartato dal Gasp.e che ci ha rifilato piu della metà dei suoi gol da quando si è trasferito in Italia dal Copenaghen,mica dal City!.
 
Una difesa quella del Genoa che sembrava quella del dopo lavoro ferroviario di Brignole,tanto da chiedersi davvero se la preparazione fisica la avesse fatta un tecnico o Bombolo .
 
Uno su tutti,Capitan Criscito che aldilà del rigore,ennesimo sbagliato,ha giocato al rallenty,ha alzato la solita gambetta modello Bolshoj di Secondigliano in occasione del primo gol,per poi finalmente uscire infortunato,dopo l'ennesima debacle sulla sinistra piu derelitta  di Italia Viva.
 
Quando nel secondo tempo,in una girandola di sostituzioni che probabilmente hanno fatto girare la testa pure ad un frastornato Nicola,si è avuta l'impressione di essere tornati ai tempi del campetto sotto casa,quando in panchina il tuo improvvisato mister,diceva ai presenti:
"Ragazzi chi ce la fa ancora 5 minuti prima che entra lui?"
 
Il Lui era Lazzaro Destro che insieme a Ghost Pinamonti,hanno formato la coppia piu abulica del Genoa dal 1893 ad oggi.
 
La partita nell'insieme è stata una debacle indiscussa,una ecatombe fisica e tecnica ,mai in discussione nemmeno sull'1-3 dopo il rigore trasformato da Falque entrato nella ripresa,in uno dei 5 cambi che non ha mai cambiato l'inerzia della gara.
Ci ha pensato poi Kulusewsky dopo la tripletta di Corneliusson a chiudere una gara mai aperta.
 
Se proprio si vogliono trovare degli aspetti vagamenti positivi dopo questa Waterloo,essi sono rappresentati dal fatto che peggio di cosi non si può giocare,che la condizione fisica dopo tre mesi di stop migliorerà,che mancano 11 partite alla fine,che forse giocare lontano da Marassi è meglio seppur le porte chiuse le trovi ovunque e che almeno i fischi reali questa sera il Genoa non li ha presi live.
 
Bentornato Genoa quindi,in questi tre mesi di morte,disperazione,chiusure e crisi,ci eravamo dimenticati che ai motivi di relativa sofferenza, te davvero non potevi mancare.
 
Mi raccomando metticela tutta,in tutti i sensi.
 
Ianna
 
 
 
 
 

Restiamo in lockdown

Autore: 
mashiro

Perin 4,5: goal sotto le gambe e una generale insicurezza, qualche buona parata ma nel complesso il lontano parente del portiere ammirato prima del COVID.

Romero 4: due goal sulla coscienza per il centrale argentino che non sembra particolarmente brillante e nemmeno particolarmente concentrato.

Soumaro 5: qualche attenuante generica ma anche lui tutt'altro che brillante.

Masiello 5,5: esperienza e mestiere sembra quello meno in sofferenza del reparto difensivo rossoblù

Biraschi 5: poco in fase offensiva, non particolarmente colpevole in fase difensiva.

Cassata 5,5: l'unico della mediana che sembra avere il passo degli avversari gialloblù, anche se niente di particolare.

Schone 4,5: condizione di forma improponibile, un pò meglio quando cala il ritmo e gli spazi aumentano, la pressione di Kulusevski non lo favorisce ma lui sembra parecchio ingessato.

Sturaro 5: copia e incolla del suo compagno di reparto, mezzo punto in più per aver mirato alle mani di Iacoponi nell'unica azione offensiva del primo tempo.

Criscito 4: si fa parare un rigore non avendo studiato Sepe che si è buttato dall'altro lato, si fa male su un pallone irraggiungibile e per il resto indietro come e più dei compagni.

Pandev 5: sprazzi meno peggio degli altri, soffocato dalle marcature parmensi.

Favilli 5:  niente di eccezionale ma è sempre marcato da 4-5 avversari, lotta sinché ne ha.

Pinamonti 5: poco ma in una partita compromessa.

Behrami 5: limita i danni, con esperienza.

Iago Falque 6: goal a parte, il più brillante di tutti mettte qualità e fantasia.

Barreca sv: ingiudicabile.

Destro sv: improponibile.

Nicola 4: ci si presenta con un disastro, male tutto dalla condizione alle scelte: Biraschi va spesso sul fondo ma il cross non è il suo mestiere, Destro è impresentabile, Iago merita più spazio. Speriamo sappia far tesoro di questi errori perché col Brescia ci giochiamo tantissimo.