03:Genoa-Torino

SENZ'ANIMA

Autore: 
edoardo777

PERIN 5: entra in campo con l'espressione della vittima rassegnata e sembra abulico per tutta una partita nella quale non fa nessuna parata.

GHIGLIONE 4,5: giudizio severo perché nonostante l'impegno nessuna delle sue scelte è logica o vincente: cross dalla trequarti inutili, cross dal fondo addosso agli avversari, tiri velleitari. Un disastro.

GOLDANIGA 4,5: serve a Lukic la palla del primo gol, soffre Belotti quando svaria a sinistra e non sa mai quando conviene accorciare.

ZAPATA 6: è l'unico della difesa che regge e sa fare ripartire l'azione anche con eleganza.

PELLEGRINI 4,5: gli esterni tradiscono le attese di Maran. Con lui si sa che si soffre in difesa, ma non combina nulla di concreto neppure in fase d'attacco. Molte palle perse, troppi tentativi di uno contro uno del tutto illogici.

LERAGER 5,5: vicino alla sufficienza per impegno, ma quel che fa in campo non basta.

BADELJ 5: anche lui abulico e anonimo. Non capisco se gli manca la condizione o si tratta di un'involuzione tattica con la difesa a quattro. 

ROVELLA 5,5: comincia bene, poi cala molto alla distanza, anche se non si nasconde mai. Deve ancora mangiare un bel po' di pane prima di fare il figo con la maglietta di fuori.

ZAJC 5: non aiuta in modo significativo il centrocampo ed è assolutamente deficitario in fase d'attacco. 

PIACA 5: evanescente, a volte indisponente, non si propone mai in profondità, non trova mai la posizione per scambiare con Scamacca.

SCAMACCA 6: merita la sufficienza a prescindere dal gol. Finché la squadra non va in apnea fa tutto quello che può nei contrasti e nei movimenti da punta vera.

BANI 5: è solo più fortunato di Goldaniga quando si segnala con un analogo svarione. È molto più utile giocando in una difesa chiusa.

CRISCITO 5: entra quando la squadra ha finito la benzina e per brillantezza si allinea con i compagni che giocavano da un'ora.

PARIGINI 5,5: mezzo voto per l'impegno, ma l'impressione è che le poche giocate utili gli riescano per la maggiore freschezza atletica del subentrante.

DESTRO sv: entra a far numero nel finale. La cosa buona è che la sua presenza apre uno spazio a Scamacca per il gol, ma non è merito suo

PANDEV 5,5: un po' di vivacità in più in attacco, ma non incide più di tanto.

 

MARAN 5: partita preparata male. Per tutto il primo tempo non azzecca contromisure per i movimenti di Belotti che aprono spazi in difesa dove si inseriscono Lukic e Verdi. Una squadra con scarsa autonomia non può cominciare la partita senza metterci né intensità né cattiveria. Nel secondo tempo i movimenti difensivi sono migliorati leggermente ma ormai la condizione era calata. Tradito dagli esterni che non hanno prodotto niente in avanti e che sono stati disastrosi in copertura, ma li aveva istruiti? Sembrava che non avesse mai visto giocare Belotti e non avesse previsto contromisure per gli inserimenti delle sottopunte.

Resuscitati i Morti

Autore: 
Ianna

"Pronto 113?C'è un malato grave che ha bisogno di cure ,di essere rianimato.Venite subito"

 

Eccoci siamo qua.

 

Quando c'è bisogno di salvare una squadra che non vince mai,quando c'è da ritivalizzare moribondi e soprattutto rilanciare chi festeggia i morti il 4 e non il 2 Novembre,ecco pronto il Genoa CFC.

 

Si trovano i centralini occupati,i dottori non rispondono al telefono mai,ma il Genoa è sempre disponbile ad aiutare il caro vecchio Torino,del prima Genoa Venezia, del duo Immobile Cerci e di quella famosa partita in cui non riuscirono a segnare nemmeno con le mani,per finire poi col perdere e piangere per lustri.

 

Se poi a tutto ciò aggiungi un arbitro che dopo la bufera mediatica sul Var, è tutto tranne che casalingo,con una faccia da Kapo Nazista.non puoi che perdere.

 

E sconfitta,puntuale, è stata,non come nelle rosee previsioni,ma come da sciaugura annunciata.

 

Il Maestro del Nulla,tal Giampaolo,fallimentare  e esonerato ovunque sia andato,ad un passo dall'addio,si presenta a Genova con una faccia e un aspetto da barbone da sotto i ponti,mette i soliti Marcantoni in difesa,chiede e ottiene concentrazione e determinazione al suo Toro,che ha questa e la prossima partita per evitare la debacle e lo sprofondo.

 

Maran rispetto al derby toglie Criscito e inserisce Pellegrini,giocatore lontanissimo parente del giocatore che fu e che forse si capisce perchè non ha mai giocato nella Juve,da fiducia a Pjaca per Nonno Pandev e conferma Goldaniga,il quale sarà l'artefice del vantaggio granata fino alla inevitabile sostituzione per manifesta incapacità almeno odierna.

 

Il Torino dopo i pianti e la pretattica di tre giorni presenta regolarmente Tuffo Belotti al centro dell'attacco,mette Lukic mezza punta e sceglie un centrocampo di forza e sostanza che con i pesi leggeri del Genoa,si mostrerà la mossa vincente del marchigiano,ex doriano il cui esonero è solo rimandato al massimo di alcune settimane,perchè non può sempre incontrare il Genoa.

 

Il Genoa non si capisce che tattica voglia adottare,forse le solite aperture verso i terzini che dovrebbero appoggiare le uscite di Zajc e Lerager,con fraseggi brevi e veloci,ma i due laterali non si sovrappongono mai,se non nelle occasioni in cui si deve imboccare il sottopassaggio degli spogliatoi.

 

Il Toro ringrazia e piano piano esce fuori dal fortino che aveva ben costruito e riceve un gentile regalo ,addirittura doppio di Goldaniga che prima sbaglia un elementare passaggio in uscita e poi di testa invece di servire Perin,per un passaggio nulla affatto difficile,serve piano di testa  Lukic che infila Perin sul primo piano.

 

La reazione nemmeno tanto veemente del Genoa è di Scamacca il cui tiro viene respinto appena prima della linea di porta da un difensore,fino ad un dubbio intervento su Lerager che costringe Valeri a rivedere per 3 minuti l'episodio del presunto rigore,fino a decretare il non penalty che in altre cisrcostanza e con altre squadre,sarebbe stato probabilmente concesso.

 

La presunta manovra avvolgente del Genoa non si vede quasi mai, i terzini non salgono , i famosi due tocchi e verticalizzazioni sono scritte forse sulla lavagna degli spogliatoi, le due punte si vedono poco e mal servite.

 

Ovviamente il Toro ringrazia e porta a casa,specie per l'altro regalo frutto di una ripartenza nemmeno tale,che vede un cross tagliare l'area,con Perin cugino stretto di Immobile  e Pellegrini intento nell'anticipare un granata,infilare di sinistro nella propria porta.

 

In mezzo ci si mette pure la sfortuna con un altro salvataggio ,questa volta miracoloso di un granata,che vanifica la migliore azione del Genoa nel primo tempo,con il tiro finale di un ottimo Rovella.

 

Giampaolo che aveva già pronte le ennesime valige per visitare i vigneti e seguire il suo idolo Malesani,non ci crede all'intervallo di essere in vantaggio,senza aver fatto quasi nulla.

 

Unica cosa da fare è non farsi sotto e cercare di non prendere gol,almeno per non svegliare un Genoa sicuramente a corto di idee e soprattutto di validi cambi dalla panchina.

 

Tra sorrisini e pacche sulle spalle in campo per la ripresa,si aspetta una reazione del Grifone che non avviene ,e mai si percepisce la sensazione che si possa riagguantare la partita.

 

Maran pesca dalla panchina i meno peggio e immette Pandev per un leggerino Zajc e Bani per uno stralunato Goldaniga,poi l'ex juventino per Criscito fino a Parigini e Destro,confermando le certezze di tutti che dalla panchina non ci sono cambi,non ci sono giocatori che ti possono ribaltare la partita o almeno scuoterla.

 

Il Toro controlla,cambia i pannoloni che si è portato in panchina con il fido Moretti e non c'è un episodio uno che possa dare linfa al Genoa e far venire i sorci verdi alla squadra di Cairo,una delle più modeste e noiose che la mente sportiva ricordi.

 

Ghiglione non azzecca un cross che sia uno,Lerager gioca a nascondino ,Badelj ai quattro cantoni,mentre Scamacca riceva un pallone giocabile al 92 e lo insacca con un bel tiro di controbalzo.

 

L'ultimo cross per un pari insperato e clamoroso, finisce sulla sua testa ma va in gradinata.

 

Il Barbone Marchigiano è salvo,il Toro con cui perdiamo regolarmente da 6 turni si rivela la solita,antipatica bestia nera,con l'aggravante che questa volta ad un passo dallo sprofondo,li abbiamo aiutati a non annegare,in pieno stile Genoa.

 

Al netto della condizione fisica,del Covid e degli impegni ravvicinati,tolto Rovella e Scamacca,la tanto famosa e decantata qualità contro una corazzata marmorea, non si è vista e l'involuzione è stata palese.

 

Se i cambi ,la panchina sono Parigini,Destro ,senza contare l'uzbeko,stiamo pur certi che ci aspetta un altro campionato col fiatone e con la calcolatrice.

 

Non battere questo Torino,mai vincitore quest'anno,reduce da due gol con sconfitta in due minuti.denota la pochezza tecnica e strutturale di chi ha ingegnato questo Genoa.

 

L'alibi sussurrato tra i denti di Maran a fine partita,non convince del tutto.

 

Ci si chiede solo se non si riesce a fare almeno un punto contro questi cadaveri deambulanti,non si può sempre sperare di incontrare il Crotone,lo Spezia e il Benevento,ammesso che siano davvero più scarsi di noi.

 

Ianna