08:Udinese-Genoa

DEPAUL CONTRO DEPOLLI

Autore: 
edoardo777

PERIN 5: il rosso finale è assurdo. In pratica non tocca palla se non su una telefonata di Mandragora al minuto 80.

BIRASCHI 5: tiene la posizione e fa poco altro. Quando ci prova sono cross orrendi o giocate in palese imbarazzo. L'infortunio alla spalla lo priva del secondo tempo.

BANI 5,5: pasticcia in occasione del gol dell'Udinese. Per il resto prestazione difensiva impeccabile e nel confuso finale dà una mano in attacco.

MASIELLO 6: il migliore della difesa, l'unico che appoggia palla in avanti e sbaglia solo poso prima di essere sostituito.

GHIGLIONE 5: molta buona volontà e qualche tentativo di strappare cambiando ritmo, ma in pratica non determina niente.

LERAGER 4,5: il peggiore in campo. Non tira, non controlla nemmeno i palloni più semplici, non cambia mai passo, non vede mai la giocata e non viene nemmeno sostituito.

BADELJ 6: meriterebbe di poter dialogare con altri centrocampisti, pulito nel fare ripartire l'azione e lucido ai limiti dell'area avversaria nel finale.

STURARO 5: comincia in modo disastroso nonostante l'impegno. Gli va dato credito per il rientro dopo la lunga assenza, ma non serve per dare dignità a un centrocampo da bassa serie B.

PELLEGRINI 5,5: l'unico che tenta qualche giocata sul ritmo e qualche tiro, anche se l'esito non è mai positivo. Attento anche in copertura.

PANDEV 5: un'ombra mimetizzata nel buio.

SCAMACCA 5,5: si distingue per la ricerca costante del dialogo con gente muta. Travolto oltre le sue colpe dal giudizio negativo sulla fase offensiva della squadra.

GOLDANIGA 5: fa a sportellate con tutti, poi però presume di avere piedi per lanciare in profondità e regala palle preziose agli avversari.

ELDOR 5: non ha molto tempo a disposizione per farsi vedere nella confusione del fort apache finale, voto di squadra.

ZAJC 5: idem come sopra, ma forse avrebbe meritato di più se schierato prima.

PARIGINI: s.v.

DESTRO: s.v.

MARAN 4,5: I'assalto finale non deve ingannare. Mette in campo una squadra fatta da 11 giocatori che danno l'impressione di giocare insieme per la prima volta. Gioco sotto ritmo, senza mai un cambio di passo. Uscita dalla difesa lenta e prevedibile, che non trova mai la scintilla di una giocata. Il centrocampo che presenta è indegno della serie A e fa solo fare figure di merda alle punte. Sembra che provi ad anticipare chi gli verrà dopo, allestendo una formazione da anticalcio. Come detto, gli alibi adesso sono finiti. 

Una brutta china

Autore: 
layos

Le partite come quella di Udine sono le classiche in cui bisogna rosicchiare qualche punto. Adesso sono parecchie giornate che non ne facciamo e tocca muovere un po' la classifica.
Ci presentiamo con il 3-5-2 di inizio stagione, visto che, a parte nel derby, con degli avversari davvero modesti, la difesa a 4 ha dato risultati scadenti.
Il problema è che ci presentiamo con Sturaro a centrocampo, che è peggio di una sciagura, un giocatore scarso e inutile quando è in condizione, figurarsi ora. Un giocatore che andrebbe bene per una squadra di bassa serie B ma con poche ambizioni.
La cosa ancora più soprendente è che ha l'incarico di battere tutte le punizioni e i calci d'angolo, e lo fa nel modo peggiore che è possibile immaginare, quando, in una partita bloccata ed equilibrata, i calci piazzati sono l'occasione di creare qualche pericolo, soprattutto se hai un corazziere di quasi due metri in mezzo all'area. Invece, dei sei calci d'angolo battuti nel primo tempo, al centro dell'area ne arrivano esattamente zero. In compenso il cento per cento degli altri palloni giocati dal centrocampista sanremese sono regolarmente sbagliati. O tecnicamente o come tempo o come scelta tattica. Il peggio del peggio.
Del resto l'Udinese, eccetto il lampo dell'unico giocatore di calcio che mette in campo, Rodrigo De Paul, che ogni volta che ci vede ci castiga, non fa niente altro. Zero. (non rimarco per carità di patria chi fosse il centrocampista in ritardo sulla chiusura dell'argentino).Un tiro su punizione sulla traversa, per due falli concessi uno sempre da Sturaro che si fa mandare al bar da De Paul e costringe Badelji al fallo e l'altro di Ghigione (l'altra nota negativa della serata) in ritardo su Lasagna.
Nel finale, con la girandola di cambi (e finalmente senza Sturaro), il Genoa si riversa in avanti sbattendo contro il muro friulano e crea però infine diverse buone occasioni, una strozzata dall'intervendo prodigioso di Musso, l'altra da un fuorigioco millimetrico.
Complessivamente, oltre al già citato, i balbettanti Ghiglione e Biraschi e Pandev in serata no, il Genoa non è da buttare, tiene la palla, ma è molto poco pericoloso davanti, anche perché Badelji, che gioca la sua migliore partita in rossoblù, non è un rifinitore, sugli esterni non sfondiamo granchè e le due mezze ali sono dei boscaioli.
Maran puntava a non perdere e ha perso. Ora la classifica si fa di nuovo, per l'ennesimo anno, davvero micidiale. Tocca avere i nervi saldi, evitare di buttare tutto a mare come sempre e provare a portare la nave in salvo fino a Gennaio.
Non saprei dire nemmeno dove fare qualcosa, Scamacca è un bell'acquisto, ma tutti gli altri faticano ad ingranare, Pandev ha 38 anni e non si può pensare che dopo due partite in nazionale arrivi e la risolva. Oggi sarebbe servito qualcuno al suo posto, qualcuno che al momento non abbiamo. L'uzbeko sarà anche un talento e una promessa, ma per ora deve mangaire tanta pastasciutta. E non in senso metaforico, fisicamente non regge mezzo contrasto, anche se da comunque l'idea di essere capace a giocare a calcio.
Adesso la prossima ci toccherà giocare con Marchetti in porta, che l'ultima volta ne ha presi sei, un uomo una garanzia, ma per gli altri. Mi immagino già l'allenatore del Parma (altra squadra che da anni ci castiga con regolarità) dire ai suoi giocatori di calciare da ogni posizione, come facevamo noi ai giardinetti.
Cambiano gli allenatori, i direttori sportivi, cambiano valanghe di giocatori, ma il Genoa è sempre dentro un pozzo pieno di merda. L'unico che non cambia mai è Preziosi. Chissà se gli verrà da farsi qualche domanda.
Io insomma, di perdere in continuazione, ne ho davvero le palle piene.