17:Genoa-Bologna

This is a Miracle

Autore: 
Ianna

"All the world is waiting for a miracle that's visible"
 
Su un campo buono per i raccolti di barbabietole e inadatto anche per le patate olandesi,va in scena la seconda vittoria casalinga del Genoa nonchè quella di Ballardini che in quattro partite raccoglie ben 7 punti su 12.
 
Nemmeno Renzi ha più ministri dei punti fatti da Ballardini.

 
Se ci limitiamo ai freddi numeri,senza addentrarci nei Voli Pindarici del Giuoco del Calcio,quello dei salotti buoni alla Criscitiello con ragazze al seguito,non si può non osservare che trattasi di un mezzo miracolo calcistico,in attesa si spera,dell'ennesimo miracolo finale,ormai il solo obiettivo del Genoa 1893.
 
Tolta la sconfitta nemmeno meritata e casuale di Sassuolo che avrebbe portato un altro punto in cascina,guardando ad appena un mese fa,non ci si capacita come questi uomini che sono gli stessi di Maran,ad oggi,sia già e incredibilmente salva a guardare la sola classifica.
 
Il pragmatismo del Balla,unita alla dedizione dei giocatori,hanno creato questa miscela giusta almeno per inscenare una sorte di rincorsa per risalire la china,la quale sorprendentemente e contro anche le più rosee aspettative sta avvenendo.
 
Contro il Bologna dell'indimenticato amico di Arkan,nonchè doriano,il Grifone fa di necessità virtù praticamente tutto,compresi i cervellotici cambi della ripresa e soprattutto rinunciando dopo un tempo alle prestazioni di Criscito,su cui si potrebbe davvero scrivere poemi sotto forma di epitaffi.
 
Partita che ad essere generosi,la si potrebbe collocare come una bassa Serie B,indecisi se propendere per un Pordenone Reggina delle 11.30 di un sabato,oppure tra un Cosenza Entella dellle 2030 di un martedi.
 
Il Genoa non ha un gioco,non ha schemi ma ha un paio di buoni giocatori,molta esperienza,un attaccante in prospettiva e soprattutto un allenatore scavato,navigato,esperto che ci può portare all'agognata salvezza.
 
Gli errori in impostazione non si contano,anche quelli da punizione a favore,per non parlare delle rimesse laterali,non si vedono un paio di passaggi di categoria nemmeno a pagarli e il Bologna,una squadretta tutto fumo e niente arrosto,pare si limiti all'andazzo da Tango di bettola Peruviana.
 
Palacio indimenticato ex gioca a nascondino,Orsolini giunto fino in nazionale vorrebbe spaccare la rete ma spacca solo i maroni e alla fine il migliore,il più solido è il Giapponese,il che è tutto dire.
 
Dalla nostra parte si vedono la gamba di Zappacosta,la quale pur non essendo quello di Monica Bellucci,è già tanta roba in un palcoscenico battuto dal vento e sopra un campo in cui la Quarta Categoria si rifiuterebbe di scendere in campo.
 
E poi c'è lui,non Enrico,ma Eldor,l'uzbeko venuto dallla vecchia Cccp,dalla indimenticata Urss al quale non pareva di involarsi sulla destra,seminare un avversario e mettere al centro e a rimorchio una palla che il Zappa si faceva respingere dal portiere felsineo,prima del tap-in vincente di Zajc ,quasi allo scadere del primo tempo.
 
Si andava al riposo con un gol in saccoccia e a ripararsi dal freddo,in attesa di chiudersi nel fortino.
 
Secondo tempo che iniziava con un doppio cambio e duplice sorpresa dello Zio:
 
Dentro il carneade Ebonga di cui nessuno sapeva nulla,nemmeno il Team Manager adetto ai cambi e soprattutto fuori Capitan Istagram.
 
Premesso che non sappiamo se sia stato sostituito per problemi fisici,sopraggiunti prima,dopo ,durante e anche domani nel giorno di riposo,la scelta dell'uomo di Ravenna,è stata più che giustificata.
 
La sua entrata in campo era da catalogarsi come quelle vecchie glorie 50enni o come li chiama De Luca,"vecchi cinghialoni",quando vanno al campo di periferia per un Calcetto a 5 contro 5,con guanti di ordinanza,piedino freddo al primo leggero tocco e giammai un colpo di testa senza eventuale cappello per l'occasione.
 
Se noi ci siamo accorti dell'impegno mostruoso messo in campo,figurarsi il Sergente di Ferro senza Ray Ban,ma con occhiali da vista ben graduati.
 
Il tempo che il nostro colored prendi un paio di bambole per l'emozione,rubi per caso una palla ai limiti dell'aria e la servi a Destro per il sesto centro stagionale, e Davide Ballardini,lo sostituisce dopo 20 minuti per il nostro e suo stupore.
 
Balla che aveva messo Timidezza Ghiglione per Nonno Behrami,spostato l'ex Chelsea a destra,non faceva altro ai suoi di tenere distanze,palloni e chissà cosa altro per limitare il Bologna che si limitava già da solo.
 
Sinisa mette dentro Barrow in grave ritardo,un altro paio di sconosciuti e Perin finalmente dopo un paio di mesi,esce su un cross alto e blocca la palla come se stesse andando a schiacciare allo Staples Center.
 
Finisce tra baci e abbracci a centrocampo tra svariati ex mischiati a doriani,senza sapere se Tommasino abbia preferito il caminetto e il plaid di Cogliate al vento di tramontana di Marassi,in attesa di qualche altro da Riattivare e l'ennesima smentita di cessioni di società,ormai uguali ai Tweet di Trump,prima che lo arrestino.
 

 

"One more thing to say

All the world is waiting for a miracle that's visible"

 

 

Quale sia il miracolo lo abbiamo visto stasera.

 

 

In attesa del più importante.

 

 

Ianna
 
 
 
 
 

LA VOLONTÀ PIÙ DELLA QUALITÀ

Autore: 
edoardo777

PERIN 6: presente al 33° sul tiro di Orsolini sotto la traversa, gestisce bene il finale e regala sicurezza alla difesa nei momenti più confusi.

MASIELLO 6,5: presidia con l'aiuto di Criscito la fascia sinistra, dove il Bologna spinge molto nel primo tempo. Molto meglio nella difesa del doppio vantaggio, situazioni in cui si esalta..

RADOVANOVIC 6,5: la sua migliore partita da quando gioca al centro della difesa. All'inizio si avventura anche in attacco.

BANI 6: poco tranquillo nel primo tempo quando il tourbillon delle mezze punte bolognesi lo manda spesso in confusione. Meglio nella ripresa, sfiora anche il gol di testa. Ma i piedi sono quel che sono.

ZAPPACOSTA 6,5: ancora una volta gioca a destra e poi a sinistra. Appena può si lancia in verticale. Da una sua brutta conclusione nasce il gol di Zajc.

BEHRAMI 5,5: il solito difetto di accorciare in ritardo facendosi saltare. Lo Zio lo sostituisce ala fine del primo tempo e fa bene.

BADELJ 6,5: primo tempo scolastico, secondo tempo di grande quantità per ricupero di palloni e aiuto alla fase difensiva.

ZAJC 7: finalmente una prestazione di qualità e quantità, premiata con il gol. Non si risparmia, sbaglia il giusto che deve sbagliare chi tocca molti palloni e stanel vivo del gioco.

CRISCITO 6: un tiro in porta al 10°, per il resto bloccato nella fase difensiva dove imperversano Orsolini, il giapponese e dove spesso bazzica Palacio. Se la cava bene. Subisce un paio di colpi e non rientra nel secondo tempo.

SHOMURODOV 7: manca di esperienza nei contrasti, ogni tanto pasticcia, ma è quel tipo di giocatore che prova sempre a fare qualcosa di importante e con un paio di giocate è in grado di rivoltare la partita. E oltre tutto lavora tanto.

DESTRO 7: sbaglia un gol facile al primo minuto dopo un bel controllo, ne segna uno facile nel secondo. Merita di salire sul podio dei migliori non tanto per il gol quanto per l'impegno e la convinzione. Un attaccante trasformato.

STEEVE sv: lo Zio lo manda in campo a sorpresa. Credo che la fascia mediana destra debba essere sponsorizzata da un coiffeur. Infatti toglie lo svizzero ossigenato per metterci il francese con le treccine. Fa il pressing che favorisce il gol di Destro. Per il resto, stendiamo un velo prezioso ed evitiamo di dare un voto pesante. Giustamente Ballardini corre ai ripari e lo toglie.

GHIGLIONE 5,5: si dà da fare in copertura con innegabile generosità, ma non può mettere pezze ai ripetuti buchi del giovane francese. Ma nemmeno dopo l'ingresso di Lerager riesce a dare sostanza alla sua prestazione.

LERAGER 6: fa il compitino nell'assedio finale, come sempre senza brillare.

PIACA 5,5: entra per dare una mano nel pressing alto essendo fresco, ma non fa nemmeno quello.

MENEGONI sv: pochi minuti per fare respirare Destro.

BALLARDINI 7: fa il minestrone con quello che trova in dispensa. Consolida la difesa con la coppia Masiello-Criscito sulla fascia sinistra e si affida alla profondità garantita dall'uzbeko. Lucido e intelligente nel rimediare all'errore dell'inserimento del giovane francese dopo averlo visto in totale confusione. Non si prende il merito dei punti guadagnati, ma ripete che il gioco latita e che c'è bisogno di ulteriore qualità nella costruzione della manovra. Però intanto la squadra è diventata una squadra e non so se abbia anche qualche merito nella resurrezione di alcuni giocatori in crisi di fiducia.